Il Teatro

foto_teatro_brancatiIl TEATRO VITALIANO BRANCATI
può essere considerato come una tappa ulteriore delle attività promosse dalla produzione Teatro della Città.
Lo spazio apre nel 2008 dalla ristrutturazione del Cinema Spadaro, costruito subito dopo gli anni del dopoguerra.
E’ una struttura con soluzione scenica “all’italiana”, la cui capienza è di 211 posti in sala e 76 posti in tribuna, per un totale di 287 posti.  La sala regia è posta in fondo sala.
I camerini si trovano ai piani superiori, raggiungibili da scale poste lateralmente al retro-palco. Sono stati rinnovati anche l’ingresso, il foyer ed il botteghino.

Inaugurazione Teatro Brancati. Ottobre 2008. Foto di Jessica Hauff. 

LA PRODUZIONE E LA COMPAGNIA

La produzione Teatro della Città, nasce nel 1989 per continuare l’intensa attività iniziata nel 1978 dallo stesso nucleo artistico.

Nel dicembre 1989 viene allestito lo spettacolo “Crack” di Franco Bertini che al suo tribune_tearo_brancatiapparire a Roma ha riscosso unanimi consensi per la vivacità del dialogo e l’importanza del tema trattato e cioè la violenza giovanile vista attraverso le vicende di un gruppo di giovani all’interno di una palestra di boxe.
A questo lavoro hanno preso parte Gianmarco Tognazzi, Franco Bertini, Giulio Base, Pietro Genuardi, Giuseppe Pianviti e Antonella Ponziani per la regia di Giulio Base. Lo Spettacolo è stato replicato per tutto il mese di gennaio 1990 al Teatro Argot di Roma.
Nel mese di febbraio e marzo 1990, è stato allestito lo spettacolo “Tra moglie e marito” di Romano Bernardi e Orazio Torrisi (tratto da Feydeau) che ha confermato quei caratteri di satira graffiante verso il costume e la mentalità piccolo borghese della società di tutti i tempi, così come era negli intendimenti della proposta. Allo spettacolo, andato in scena al Teatro Piscator di Catania e in altri teatri della Sicilia, hanno preso parte Romano Bernardi che ha curato anche la regia, Alessandra Cacialli, Mimmo Mignemi, Olivia Spigarelli, Cinzia Insinga, Riccardo Maria Tarci e Luigi Fichera.

A Catania (al teatro Metropolitan) e in numerosi altri teatri dell’isola è stato invece presentato nel mese di aprile 1990, “Il penultimo scalino” di Samy Fayad che, incentrato sulle frustrazioni sociali del protagonista (un uomo qualunque della società dei nostri giorni), ha suscitato un enorme interesse di pubblico. E questo grazie anche alla partecipazione di un cast di attori validissimi e cioè: Pippo Pattavina, Romano Bernardi, Alessandra Cacialli, Concita Vasquez e Mimmo Mignemi. 
La regia era curata da Romano Bernardi e Orazio Torrisi.

platea_teatro_brancatiNei mesi di maggio, luglio e agosto 1990 è stata realizzata una tra le messinscene più impegnative ed onerose e cioè “Il Ciclope” (‘U Ciclopu) di Euripide-Pirandello che, rappresentato negli stupendi scenari dei Teatri Greci di Tindari e della Valle dei Templi di Agrigento, ha riscosso un entusiastico consenso di pubblico e di critica.
Testo pochissime volte rappresentato, questo dramma satiresco divenuto quasi “favola campestre” nella rivisitazione di Luigi Pirandello, ha mostrato un’energia e una capacità comunicativa sorprendenti grazie anche all’interpretazione di un cast eccezionale: Tuccio Musumeci, Pippo Pattavina, Marcello Perracchio, Camillo Sanguedolce e tanti altri (21) validissimi artisti fra attori e ballerini. La regia era di Orazio Torrisi, le musiche di Pippo Russo, le coreografie di Silvana Lo Giudice.

Nel 1991 sono state prodotte la seguenti commedie:
Marzo 1991 – “Camere da letto” di Alan Ayckbourn con la regia di Romano Bernardi e l’interpretazione di Alessandra Cacialli, Romano Bernardi, Guia Jelo, Angelo Tosto, Concetta Barbagallo, Filippo Brazza, Concita Vasquez, Enrico Guarneri.
“Emicran…ti” – novità assoluta di Roberto Lombardo con l’interpretazione di Camillo Sanguedolce, Roberto Lombardo, Nadia Maori Perciabosco.
“La brocca sciocca” – di Stefano Satta Flores e Marina Pizzi per l’interpretazione di Pippo Pattavina, Anna Malvica, Riccardo M. Tarci, Angelo Tosto, Franco Mirabella, Pietro Montandon, Rossana Bonafede, Guia Jelo, Vito Meli. La regia è stata di Orazio Torrisi.

Nel gennaio del 1992 la Compagnia Teatro della Città di Catania mette in scena un novità assoluta del giovane autore romano Franco Bertini: “Macchine in amore”. Al suo debutto a Roma, lo spettacolo – a cui hanno preso parte Gianmarco Tognazzi, Paolo Fosso, Franco Pistoni ed Enzo Marcelli per la regia di Giulio Base – ha confermato la validità di un autore giovane che acquista anno dopo anno sempre più maturità drammaturgica.

industriali-del-ficodindia-01-(08)A Catania (al Teatro Ambasciatori) ed in numerosi altri teatri dell’isola è stato invece rappresentato “Un Siciliano a Parigi” (da “Il sistema Ribadier” di Feydeau) che, nella riduzione e regia di Romano Bernardi, ha riscosso un lusinghiero successo grazie alla tematica del testo – divertente rassegna dei vizi di una società borghese apparentemente lontana da noi, con in primo piano il classico triangolo marito-moglie-amante – alla bravura dell’autore – notevolissima la sua capacità di far sprizzare dal ridicolo una pittura della vita sociale, coi suoi piccoli squallidi riti di cui noi tutti siamo partecipi senza magari avvedercene – e alla validità degli attori, tutti bravissimi : Tuccio Musumeci, Pippo Pattavina, Concita Vasquez ed altri.

Subito dopo è iniziata la tournée della commedia – “Pipino il Breve” di Tony Cucchiara e Renzo Barbera – che ovunque sia stata proposta, da Palermo a Milano, da Siracusa a Messina e in numerose altre piazze, ha avuto tributato un successo strepitoso confermato sia dalle copiose recensioni che dagli attestati di addetti ai lavori e semplice pubblico.
Allo spettacolo (poetico affresco musicale sulle gesta dei Paladini di Francia e dell’ Opera dei Pupi”) ha partecipato una numerosissima compagnia di attori e cantanti capeggiata da Tuccio Musumeci, Pippo Pattavina, Anna Malvica, Emiliana Perina, Leonardo Marino. La regia era di Giuseppe Di Martino.

LA-LUPA-106E poi ancora nel maggio 1992, la realizzazione di un testo interessantissimo sul potere visto metaforicamente attraverso le innumerevoli sue forme di espressione: “Il Drago” di E. Schwarz che, nella rielaborazione e regia di Orazio Torrisi, ha visto la partecipazione di un cast numerosissimo (21 persone fra attori e ballerine) che ha riscosso un notevole successo al suo debutto al Piccolo Teatro di Catania.

Nella stagione 1992/93 la Compagnia Teatro della Città ha realizzato un programma ampio ed articolato (ben cinque messinscene di cui quattro nuove produzioni ed una ripresa) fedele ad una linea drammaturgica che vede in primo piano i lavori di autori contemporanei. Ecco, quindi, per iniziare la messinscena di uno spettacolo “Sogno di una notte di fine estate” tratto da testi di Nino Martoglio, che ha visto all’opera una compagnia numerosa ed affiatata – (trentadue attori e tecnici) – con un risultato artistico d’altissimo livello avuto grazie alla presenza di attori bravissimi (Tuccio Musumeci e Pippo Pattavina, nei ruoli protagonistici) ed alla regia di uno dei registi italiani più importanti dell’ultima generazione, Armando Pugliese, che si è avvalso della collaborazione di Pippo Flora per le musiche originali, di Roberto Laganà per le scene e i costumi e di Silvana Lo Giudice per le coreografie.

Siciliano_ Parigi_Teatro_Brancati_04Si è ricostruito uno spaccato di vita contadina con tutti i riferimenti autenticamente popolari ad essa collegati: la sanguigna sensualità campagnola, i piccoli drammi, la genuina esplosione di gioia di vivere e tutti quei sentimenti e quelle sensazioni umane ormai oggi scomparsi che hanno dato alla commedia quella immediatezza e quel fascino da sempre ricercati nel messaggio teatrale e che hanno consentito il grande successo riscosso, testimoniato dalle critiche e dal numero di spettatori presenti alle repliche.

In dicembre 1992 e a marzo 1993 è stato riproposto un testo fortunatissimo della scorsa stagione, “Un Siciliano a Parigi” di Romano Bernardi (tratto da Feydeau) che ha continuato a circuitare in numerose piazze dove ha ricevuto calorosissimi “abbracci di folla” e riscosso un gradito successo.

A marzo e ad aprile 1993 un’altra novità assoluta : “La valigia di carne”, terzo lavoro del giovane, ma ormai affermato, autore romano Franco Bertini. Questo nuovo spettacolo, presente al Teatro Argot di Roma per circa un mese, curato nella parte registica da Giulio Base, ha visto la partecipazione di sei attori fra i più bravi e giovani del nostro teatro (Gianmarco Tognazzi, Emilio Bonucci, Francesco Benigno per citarne alcuni) che hanno assicurato al lavoro una tensione interpretativa ed un’adesione interiore ai ruoli interpretati d’alta levatura artistica.

Dello stesso autore e quasi in contemporanea, la realizzazione di un testo – novità assoluta anch’esso – presentato al romano Teatro dell’Orologio: “Botta al cuore”. Il lavoro, che ha visto la partecipazione di Francesco Pannofino e Pasquale Anselmo, è stato curato per la regia dello stesso autore, che ha voluto così offrire un momento in più di riflessione per gli spettatori romani sul tema a lui più caro e che è stato già ricordato precedentemente: la violenza nella nostra società, anche in quelle sue forme d’esplosione immediata e meno prevedibili.

In fine la realizzazione di un’altra novità: “Amleto, Amleto” di Edo Gari. Il lavoro è stato una piacevolissima sorpresa della nostra stagione: satira del famosissimo testo Shakespeariano realizzata con un occhio fortemente attento a recenti realizzazioni cinematografiche a metà tra realtà e “cartoon” e con forti influenze nella scrittura drammaturgica di autori di “gialli” come Hammet, la commedia – arricchita di musiche (composte da Pippo Russo e Giuseppe Emmanuele) e balletti (coreografie curate da Silvana Lo Giudice) – ha riscosso uno straordinario successo con critiche estremamente lusinghiere.

Lo spettacolo, curato per la regia dallo stesso autore Edo Gari, ha visto la partecipazione di una bravissima Mariella Lo Giudice nel ruolo protagonistico, ottimamente coadiuvata da altri due attori, Agostino Zumbo e Daniela Marzullo, e da un musicista in scena. Le scene e i costumi erano di Giuseppe Andolfo.

La stagione 1993/94 vede ancora una volta la Compagnia Teatro della Città di Catania realizzare un programma molto vario ed articolato.
Infatti è nel settembre 1993 che debutta una novità assoluta: “Dracula” di Armando Pugliese e Massimo Franciosa – che vede all’opera uno dei registi italiani più importanti dell’ultima generazione, Armando Pugliese.

altalena_Teatro_Brancati_10Lo spettacolo – con musiche originali di Antonio Sinagra – viene rappresentato, nell’ambito della XIV Rassegna “Benevento Città Spettacolo” avvalendosi dell’interpretazione di oltre 20 attori (con la partecipazione, nei ruoli principali, di Mariella Lo Giudice, Annalisa Cucchiara, Marcello Perracchio, Angelo Tosto, Marina Ninchi), delle scene e costumi di Silvia Polidori e delle coreografie di Silvana Lo Giudice. Ambientato in Sicilia, dove il Conte Dracula si è trasferito dalla sua Transilvania per curarsi, la commedia si snoda attraverso colpi di scena, morti improvvise ed improvvise sparizioni sottolineando come “l’imponderabile” la faccia da padrone nella storia rappresentata.
Così come la fa nella realtà dei nostri giorni dove “l’imponderabile” – appunto – trova continui riscontri. Con il risultato che probabilmente il “cattivo” da combattere non è il terrificante vampiro ma la nostra società che s’ingozza e tritura tutto ciò che le sta attorno.

Dal novembre 1993 e fino a gennaio 1994, viene riproposta la messinscena di “Amleto, Amleto” di Edo Gari sempre con la regia dello stesso autore, le scene e i costumi di Giuseppe Andolfo, le musiche di Pippo Russo, le coreografie di Silvana Lo Giudice; la commedia vede ancora una volta protagonista sulle scene Mariella Lo Giudice coadiuvata da altri due attori ed un pianista che suonerà dal vivo.

incidente_teatro_brancatiSempre a novembre, dopo una breve tournée estiva, e per replicare ancora nella primavera del ‘94, riprende “Gli Industriali del ficodindia” rielaborazione drammaturgica di un romanzo di Massimo Simili che, prendendo lo spunto da una storia di tangenti alla Regione Siciliana, tratteggerà con una pungentissima satira le vicissitudini di una famiglia dell’alta borghesia alle prese con un ipotetico – e quanto mai astratto – sfruttamento industriale di uno dei prodotti più tipicamente siciliani: il ficodindia. Scritto negli anni ‘60, il romanzo ha precorso i tempi, descrivendo una storia che è dei nostri giorni con una riduzione che sottolinea gli aspetti grotteschi della vicenda per rimandarli – in metafora – alla nostra realtà.

A marzo ed aprile 1994 viene messa in scena un’altra novità assoluta per le scene italiane e cioè “Fuga per un cavallo e un pianoforte” di Hervè Dupuis nella traduzione di Eva Franchi. La messinscena curata da un giovanissimo regista, Francesco Randazzo, diplomatosi all’Accademia d’Arte Drammatica un paio d’anni addietro – vede sulla ribalta nel ruolo protagonistico Maurizio Gueli, il quale impersona un padre che col passare degli anni si è reso conto della propria diversità e si trova a doverne ragionare col figlio, ormai divenuto maggiorenne, in un drammatico, intenso ed emozionante incontro che viene descritto con una sequenza di dialoghi di enorme tensione drammaturgica.

Nel mese di aprile 1994 debutta lo spettacolo “Solitudini” di Giuseppe Marotta – riduzione teatrale di Romano Bernardi – con Romano Bernardi e Alessandra Cacialli. La regia è dello stesso Bernardi mentre le scene e i costumi di Giuseppe Andolfo. In questo testo l’autore si rivela finissimo creatore di caratteri e acuto osservatore di una umanità dolente e povera, fatta essenzialmente di emarginati, di individui che per vari motivi vivono, appunto, in “solitudine”.
Quattro novelle compongono il primo tempo dello spettacolo, quattro “solitudini”, alcune rassegnate che vivono solo di ricordi o di rancori, altre che si ribellano e cercano una soluzione diversa alla propria vita.
Il secondo tempo è, invece, l’incontro di due “solitudini”; il tentativo di trovarsi e di costruire insieme qualche cosa; l’illusione di un giorno, di una sera, di un’ora.

Dyscolos_Teatro_BrancatiLa stagione teatrale 1994/95 comincia nel mese di luglio ‘94 con la messinscena di una riduzione originale del classico “Miles Gloriosus” eseguita alcuni anni addietro da Giuseppe Fava in collaborazione con Orazio Torrisi. Ad essa hanno partecipato, sotto la regia di Romano Bernardi, alcuni fra gli attori siciliani più bravi e conosciuti degli utlimi anni: Tuccio Musumeci, Pippo Pattavina e Marcello Perracchio.
Lo spettacolo, che si è avvalso delle scene e costumi di Giuseppe Andolfo e delle musiche di Pippo Russo, ha riscosso un vero e proprio trionfo – come dimostrato dalle critiche e dal numero di spettatori presenti nelle varie repliche estive.

Sempre durante la stagione estiva, la Compagnia ha effettuato la ripresa di due spettacoli degli anni scorsi che hanno avuto sempre una notevole richiesta: “Gli industriali del ficodindia” “Un Siciliano a Parigi”. Gli spettacoli, sempre interpretati nei ruoli protagonistici da Tuccio Musumeci e Pippo Pattavina, sono stati rappresentati in diversi centri della Sicilia e della Calabria oltre ad una presenza in Piemonte – a Moncalieri nel maggio ‘95 – del “Siciliano a Parigi” in un Festival del Teatro delle Regioni.

Nel mese di settembre 1994 viene messo in scena “Sole”, di Giuseppe Manfridi, presentato al Festival Verghiano ‘94. Sulla scena un gruppo di bravissimi attori – Mariella Lo Giudice, Magda Mercatali, Guia Jelo e Andrea Tidona – che, sotto la guida registica di Walter Manfrè, hanno dato vita ad uno spettacolo di grandissima tensione emozionale. Sulla scena ideata da Oriana Sessa anche due musici che hanno creato momenti di grande suggestione.

Cappello_carta_Teatro_BrancatiE poi ancora la ripresa di “Fuga per un cavallo ed un pianoforte” dell’autore quebecchese Hervè Dupuis che viene presentato nel mese di settembre ‘94 al Teatro Colosseo di Roma all’interno del Festival “Il Garofano Verde” dedicato al teatro omosessuale. Con la regia di Francesco Randazzo, protagonisti ne sono stati sempre Maurizio Gueli e Luciano Melchionna.

Nel mese di novembre ‘94 debutta al Teatro Argot di Roma un’altra novità assoluta – opera prima – di Gabriella Saitta,  “Peccato di congiunzione”. Lo spettacolo ha analizzato con grande crudezza e molto realisticamente uno dei motivi più gravi del malessere giovanile: la solitudine, vista attraverso l’angolazione di un fratello e di una sorella che finiranno massacrati interiormente a causa di un rapporto incestuoso, frutto di un retaggio edipico che entrambi si portano dietro sin dall’infanzia.
Un argomento molto delicato e duro nel contempo ma di grande interesse, così come si è constatato dalla notevole attenzione che pubblico e critica hanno prestato alla visione dello spettacolo, non solo a Roma ma anche nella breve tournée che la Compagnia ha compiuto a dicembre in Sicilia.

Fumo_occhi_Teatro_BrancatiEd ancora una novità assoluta, a Dicembre, sempre al Teatro Argot. Infatti la Compagnia mette in scena un interessantissimo testo tratto da un romanzo del grande autore portoghese Fernando Pessoa, “Il Banchiere anarchico”, che ha visto, in veste di regista e protagonista, un giovanissimo artista già affermatosi sia in campo teatrale che cinematografico: Giulio Base. Accanto a lui un altro giovane attore già presente nelle nostre produzioni negli anni scorsi, Paolo Fosso.
Le scene e i costumi, di grande impatto visivo per la loro rigida fedeltà ad una visione tutta “nera” della messinscena, erano di Tiziano Fario.

Gli anni che seguono sono fiorenti di spettacoli quali “Romeo e Giulietta”, azione scenico-danzante di Turi Giordano tratta da W.Shakespeare. Coreografie di Domenico Nicolosi, che ricalcano la tradizione drammaturgica.

Maggio/Giugno 1995: “Maffia: Parole e Suoni” di Autori Vari. Adattamento di Giuseppe Fava.

Nell’estate 1996 – spettacoli come “L’Incidente” e “Il ratto delle sabine” con Tuccio Musumeci, Pippo Pattavina, Marcello Perracchio, Marina Ninchi e altri. Regie di Orazio Torrisi e di Pippo Pattavina riscuotono un enorme successo di pubblico.

Nel gennaio 1998 “Amleto, Amleto” di Edo Gari. Regia dello stesso Edo Gari, con la partecipazione degli attori Mariella Lo Giudice, Agostino Zumbo e Daniela Marzullo. Musiche di Pippo Russo, suonate dal vivo da Matteo Musumeci.

Nel marzo 1998 “Ammeso e non concesso” opera prima di Andrea Tidona  – deferente omaggio ad un grande artista della scena partenopea ed italiana, Totò, interpretato dallo stesso Andrea Tidona. Regia di Carla Cassola.

Nell’ aprile 1998 “Paraninfo” di Luigi Capuana con la partecipazione degli attori Turi Scalia, Marcello Perracchio, Ileana Rigano, Margherita Mignemi, Olivia Spigarelli, Turi Giordano ed altri. Regia di Turi Scalia. Effettuato nella provincia di Catania.

Nello stesso periodo “Un Siciliano a Parigi” di Romano Bernardi tratto da “Il Sistema Ribadier” di Georges Feydeau con la partecipazione – nei ruoli protagonistici – di Tuccio Musumeci e Pippo Pattavina, affiancati da Olivia Spigarelli, Riccardo M. Tarci, Orazio Torrisi e Concita Vasquez.

Dal 1998 in poi la compagnia mette in scena spettacoli diretti alle scuole, con adattamenti teatrali di fiabe quali, “Le meravigliose avventure di Hansel e Gretel”, “Il Mago di Oz”, “La magica lampada di Aladino”,”Re Cervo”, “La bella e la Bestia”, “Peter Pan”, “Spera di Sole”, con l’intento di avvicinare i bambini e i ragazzi al teatro.

Nel  Maggio 1998 “Cari e stinti” novità assoluta di Riccardo Trovato, Angelo Tosto e Mimmo Mignemi. Interpretato da A. Tosto e M. Mignemi.

Nello stesso anno “Scusi lei, ma è mai stato in Sicilia?” spettacolo con Massimo Spata e “Gatta ci cova” di A. Russo Giusti per la Regia di Orazio Torrisi, interpretato da Tuccio Musumeci, Guia Jelo, Marcello Perracchio.

Nel Gennaio 1999 “Vivi vivi” spettacolo di cabaret di e con Angelo Tosto e Mimmo Mignemi.

Nell’Aprile 1999 “Cercasi tenore” commedia di Ken Ludwing con Enrico Guarneri.

Nello stesso periodo “La fanciulla che campava di vento”. Fortunatissima commedia musicale di Tony Cucchiara. Regia di Armando Pugliese, interpretato da Pippo Pattavina, Anna Malvica, Alessandra Costanzo, Leonardo Marino.

Nel Maggio 1999 “Gatta ci cova” di Antonino Russo Giusti. Con la regia di Orazio Torrisi, interpretato da Tuccio Musumeci, Guia Jelo, Marcello Perracchio, Giacinto Ferro, Luana Toscano, Turi Giordano.

Nell’Agosto 1999  “Mostellaria” da Plauto. Regia di Nicasio Anzelmo. Con Riccardo Garrone, Monica Guazzini, Natale Russo, Barbara Callari.

Lampadina_galleggiante_teatro_brancatiNell’anno 2000, numerosi spettacoli con la partecipazione di attori quali Tuccio Musumeci, Pippo Pattavina, Anna Malvica, Marcello Perrachio, Ernesto Maria Ponte, Riccardo Garrone, Guia Jelo, Concita Vasquez quali “I treeunquarto”, “Dyscolos”, “I sonnambuli”, “I menecmi”, “Il poeta in piazza” , “Le cicale mi hanno reso pazza” in collaborazione con il Comune di Borgio Verezzi.

Nel Maggio 2001 “Quasi quasi ci provo” percorso comico-grottesco dove vengono evidenziate le fobie, i tic e le ansie dell’uomo degli anni 2000. Una carrellata di personaggi presi dalla strada che raccontano il mondo di oggi rasentando l’assurdo. Lo spettacolo, su testo e regia di Camillo Mascolino, ha visto la presenza sulla scena, oltre che dello stesso autore-regista anche dell’attrice Sara Emmolo e di altri due attori.

Nel Dicembre 2001 realizzazione spettacolo “Autunno a Puteaux” novità assoluta di Domenico Trischitta con la regia di Alessandro Di Robilant e la partecipazione degli attori Giovanni Carta, Giovanni Moschella e Donatella Finocchiaro. Lo spettacolo, che racconta gli ultimi anni in vita, trascorsi appunto a Puteaux, di Vincenzo Bellini, è stato proposto e realizzato in occasione delle manifestazioni effettuate per il bicentenario della nascita del grande musicista catanese. Effettuato a Catania e provincia per un totale di otto repliche ha riscosso un grande successo di pubblico e critica.

Nell’Agosto 2002 “Non ti pago” di Edoardo De Filippo, regia di Antonello Capodici, con Enrico Guarneri.

Nell’Agosto 2002 “Lu curtigghiu di li raunisi” rielaborato da Ignazio Buttitta e rivisitato da Nicasio Anzelmo, con Ernesto Maria Ponte e Sergio Vespertino.

Nel Settembre 2002 “Aulularia” di Plauto, rielaborazione e regia di Nicasio Anzelmo con Pippo Pattavina.

Nel Settembre 2002 ripresa di “Mostellaria”, regia di Romano Bernardi con Tuccio Musumeci, Marcello Perracchio, Margherita Mignemi.

Nell’Agosto 2003 “Quaranta…ma non li dimostra” di Giuseppe De Filippo, regia di Antonello Capodici con Enrico Guarneri.

Nello stesso periodo “Signori, chi è di scena”, di e con Pippo Pattavina, musiche dal vivo del M° Nino Lombardo.

Nel Novembre 2003 “Dall’orlando furioso”, rielaborazione di Federico Magnano San Lio.

Nel Maggio 2004 “Il mio corpo me lo vendo io”, con Guia Jelo in collaborazione con il Comune di Borgio Verezzi.

Nell’Agosto 2004 “Il soldato spaccone” di Plauto, rielaborazione di Giuseppe Fava e Orazio Torrisi, regia di Romano Bernardi con Tuccio Musumeci e Pippo Pattavina.

Nel contempo con la regia di Gabriella Saitta  “Che danno senza donne…!”.

Camere_Crimini_teatro_brancatiLa partecipazione di attori di fama nazionale continua con lo spettacolo nel maggio 2006 “La bottega del caffè” di Carlo Goldoni, adattamento e regia di Nicasio Anzelmo con Riccardo Garrone.

Dicembre 2006 ripresa di “Le cicale mi hanno reso pazza”, commedia musicale regia di Lamberto Puggelli, con Guia Jelo.

Nel Giugno 2006 “Due dozzine di rose scarlatte” di Aldo De Benedetti, regia di Pippo Pattavina con Tuccio Musumeci, Pippo Pattavina e Concita Vasquez, lo spettacolo viene riproposto nel 2007 visto l’enorme successo riscontrato.

Nel Dicembre 2007 “La lupa” di Giovanni Verga, regia di Turi Giordano con Guia Jelo, Nellina Laganà e Franco Sciacca.

Gennaio 2008 nuova produzione del “Fiat voluntas dei” di Giuseppe Macrì, regia di Tuccio Musumeci, con Tuccio Musumeci, Concita Vasquez, Olivia Spigarelli, Egle Doria ed altri.