Dopo il grandissimo successo e la carrellata di sold out collezionati nelle 19 repliche al Teatro Brancati di Catania, lo spettacolo Filippo Mancuso e Don Lollò con Tuccio Musumeci e Pippo Pattavina, scritto da Andrea Camilleri e Giuseppe Dipasquale, parte ora per le primissime date della tournèe regionale. Lo spettacolo prodotto dal Teatro della Città – Centro di Produzione Teatrale, sarà venerdì 30 novembre e sabato 1 dicembre al Teatro Comunale-Garibaldi di Modica; il 7 dicembre, a Chiaramonte Gulfi, sarà lo spettacolo inaugurale della nuova Sala Sciascia. A grande richiesta, il 18 e 19 dicembre, la commedia tornerà al Brancati di Catania per due ulteriori repliche, per poi approdare il 21 e 22 dicembre al Teatro Comunale di Siracusa.
Diretta da Giuseppe Dipasquale, la pièce sancisce il ritorno insieme sulle scene, dopo 10 anni, dei due grandi mattatori catanesi, da sempre beniamini del pubblico di ogni età. Al loro fianco i bravissimi Margherita Mignemi, Riccardo Maria Tarci, Franz Cantalupo e i giovani Lorenza Denaro e Luciano Fioretto. Le scene sono dello stesso Dipasquale, i costumi delle Sorelle Rinaldi, le musiche del maestro Matteo Musumeci, le luci di Sergio Noè.
La commedia di situazione, che il 25 ottobre ha inaugurato l’XI Stagione del Brancati e che tanto ha divertito il pubblico accorso da varie parti della Sicilia, collezionando applausi a scena aperta a ogni replica, è nata da una promessa che risale alle prime rappresentazioni di La concessione del telefono di Camilleri quando, nell’unica scena nella quale Pattavina (Filippo Mancuso) e Musumeci (Don Lollò) si incontravano come personaggi, si creava una vera e propria commedia nella commedia. Una meraviglia di divertimento che però sbilanciava lo spettacolo e che fece promettere a Dipasquale e Camilleri la creazione di una commedia ad hoc che assecondasse la verve comica e il talento dei due attori: grandi come singoli, insuperabili in coppia.

TRAMA: Il Cavaliere Filippo Mancuso, ricco proprietario terriero, ha un chiodo fisso: deve fare assumere il figlio Alberto in un’importante banca della Sicilia, per mandarlo via da Vigàta e assicurargli un futuro nuovo. Purtroppo c’è un inconveniente, Alberto è terribilmente stupido e senza una buona raccomandazione non potrà riuscire in nulla. Don Lollò, ovvero Calogero Longhitano, uomo di rispetto di Vigàta, è tormentato da un cruccio familiare: la figliuola Lillina, Calogera anch’ella, è in età da marito. Purtroppo Lillina, pur essendo una fanciulla molto intelligente e perspicace, si trova ad avere un difetto di movimento che la rende, come dire… sciancata. Don Lollò potrebbe maritarla con qualcuno a forza, ma vuole molto bene alla figlia e vorrebbe per lei una vita felice… Provate solo a immaginare quello che accadrà.