A grande richiesta, torna sul palco Aragoste di Sicilia

A grande richiesta, torna sul palco Aragoste di Sicilia

Aragoste di Sicilia – commedia scritta da Gianni Grimaldi e Bruno Corbucci, adattata da Romano Bernardi e per la regia Turi Giordano – torna al Teatro Brancati per due repliche straordinarie. L’opera, che nella scorsa stagione del teatro di via Sabotino ha riscosso un grande successo di pubblico e critica, sarà sul palco sabato 27 e domenica 28 dicembre per due spettacoli fuori abbonamento. Un’occasione – per vecchi e nuovi spettatori – per rivedere una rappresentazione dal ritmo coinvolgente, a ridosso delle festività natalizie. Periodo nel quale è stata lanciata l’iniziativa “Il teatro è anche pensiero. A Natale regalalo”, la campagna abbonamenti a quattro e a cinque spettacoli.

A interpretare la commedia saranno Tuccio Musumeci e Guia Jelo con Fabio Costanzo, Marta Limoli, Margherita Mignemi, Claudio Musumeci, Olivia Spigarelli e Turi Giordano.

La vicenda parte dalla luna di miele del Dottor Danieli, attempato gentiluomo di molte battaglie d’amore, che alle soglie della vecchiaia s’è arreso al fatidico sì. E così – dopo anni di segretarie, straniere di passaggio e portinaie – la scelta cade su Elena, candida fanciulla ignara, anacronisticamente votata alla verginità prematrimoniale. Ma la prima notte di nozze – causa una maldestra cena a base di aragosta – l’irrefrenabile Dottor Danieli, da leone che era, si trasforma in mansueto gattino. Molto “mansueto”: anzi decisamente troppo. Tanto da risultare evidente persino agli occhi dell’ingenua mogliettina: che sarà pure inesperta, ma certo non è stupida. Che fare? Gli uomini lo sanno bene: di tutti gli incubi peggiori che si possano materializzare nella vita d’ognuno, questo è di gran lunga il peggiore.

Va da sé che questa commedia è costruita sulle irresistibili corde del nostro protagonista; sui suoi straordinari tempi comici, sulla sua maschera grottesca eppure umanissima; costruito e “rinfrescato” rispetto alla precedente edizione, sia nella messa in scena che nel taglio drammaturgico: questi anni trascorsi hanno mutato in profondità tanto i gusti del pubblico che il costume in senso più ampio. Rimane soprattutto l’occasione del divertimento più sapido e coinvolgente che la maturità artistica di Tuccio Musumeci sa – invariabilmente – regalarci.

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